Semifreddo Vegan alla Nocciola

Per queste giornate calde ecco una fresca novità da inserire nelle ricette dei dolci di Ricette Vegan!
La ricetta del Semifreddo Vegan alla Nocciola l’abbiamo trovata e provata proprio in questi giorni, niente male! Ringraziamo Essenza Alimentare per questa bontà!

Semifreddo Vegan alla Nocciola
Semifreddo Vegan alla Nocciola

E’ un semifreddo più che un gelato, contiene pochi grassi, si scioglie subito e non appesantisce troppo a fine pasto. Ho utilizzato la vecchia gelatiera che ho in casa, penso però che si possa fare ugualmente (con un poco di pazienza) riponendo il contenitore in freezer e rimescolando vigorosamente ogni 5-10 min. Se si vuole una consistenza più cremosa e simile al gelato tradizionale, consiglio di aggiungere della panna vegetale anche se sono prodotti da evitare. Ma vi lasciamo agli ingredienti ed alla preparazione di questo Semifreddo Vegan alla Nocciola

Ingredienti:

  • 1/2 l di latte di soia al naturale
  • 100 ml di sciroppo d’acero
  • 3 cucchiai di crema di nocciole
  • 1 cucchiaio di granella di nocciole o mandorle
  • 1/2 cucchiaino di cacao amaro in polvere
  • una punta di cucchiaio di cannella un polvere

Preparazione (40min ca.):

In un recipiente versare il latte e gli altri ingredienti, mescolare bene ed eventualmente frullare con il mixer al massimo della potenza per incorporare un poco di aria, azionare la gelatiera e versare il composto liquido. Dopo una mezz’ora circa dovrebbe essersi addensato, preparare le ciotoline con dei biscotti casalinghi o cialdine e preparare con una spolverata di cannella o cacao in polvere, servire in fretta prima che il Semifreddo Vegan alla Nocciola perda consistenza!

fonte: essenzalimentare

Crema di Nocciole, Cacao e Malto

Tempo fa assaggiammo una buonissima crema di malto di nocciole vegan che ci lascio’ le papille gustative estasiate. Finalmente la nostra geniale veruccia ce ne svela la ricetta!
Noi dopo averla provata, ve la riproponiamo!!!

Un bel po’ di tempo fa ho preparato la versione vegan della Nutella, per la quale trovate in rete mille ricette con mille nomi (che ve lo dico a fare? Pure Azabel ne ha proposta una, bellissima, ma non la trovo!); mi era piaciuta ma avevo incontrato due difficoltà: eliminare la granulosità delle nocciole, e prolungare il tempo di conservazione, dato che dopo qualche settimana in frigorifero aveva comunque iniziato ad ammuffire un po’.

Presto detto.
L’alternativa alle nocciole tritate è ovviamente la crema di nocciole, che si trova piuttosto facilmente, e anche se costa un po’ ha un prezzo onesto per tutto il lavoro che vi risparmia! Tra l’altro è impossibile farla in casa esattamente uguale a quella commerciale, se non usando un mulino apposito per i semi oleosi, bellissimo ma, lui sì, costosetto. Per prolungare il tempo di conservazione… l’acqua è vita, no? Ho pensato di togliere il latte vegetale, e di sostituirlo con qualcosa di fluido per non far diventare troppo compatta la crema. E il gioco è fatto.

Ingredienti:

  • 60 g di crema di nocciole (non dolcificata)
  • 20 g di cacao amaro in polvere
  • 80 g di malto di riso
  • 1 pizzico di sale fino

Mescolate il malto con la crema di nocciole e aggiungete il cacao, setacciandolo bene sul momento, insieme al sale. Mescolate accuratamente fino a far diventare la crema omogenea, e lasciate riposare per un paio di giorni prima di consumare.

E’ meglio utilizzare una bilancia elettronica per essere più precisi con le dosi, che ovviamente potete aumentare a piacimento mantenendo le proporzioni.
La crema di nocciole deve contenere una certa quantità dell’olio che, solitamente, nel barattolo tende a separarsi e venire a galla mentre la pasta di nocciole resta sul fondo: bisogna mescolarla molto bene prima di usarla, altrimenti dove c’è più olio è troppo fluida, e dove ne resta poco diventa, al contrario, impossibile da spalmare.
La crema, alla fine, è perfettamente liscia ma molto consistente; le proporzioni fornite, per me, sono l’ideale mix tra sapore della nocciola, aroma di cacao e dolcezza del malto: un dolcificante, certo, meno “brutale” dello zucchero di canna ma, a mio avviso, molto efficace anche qui.
Il sale esalta, per contrasto, il sapore dolce, ne serve davvero una quantità minima.
E credo che anche il problema della conservazione sia risolto. A rigor di logica, dato che tutti gli ingredienti si conservano a temperatura ambiente, il risultato della loro miscelazione non dovrebbe fare eccezione.
Tenetela in un luogo fresco, vista la stagione, anche perché altrimenti il malto rischia di fermentare; ma io ce l’ho in dispensa da quasi un mese e non si è minimamente alterata!

Fonte: veruccia